Apre oggi la settimana della moda milanese che vedrà sfilare 56 collezioni fisiche e 6 digitali
fino al 3 marzo. Il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Carlo Capasa: “Nonostante l’impatto del -5,5% sul fatturato dovuto al calo dei consumi in Cina il lusso non soffre”. E sui rumor sul possibile acquisto del marchio Versace (attualmente dell'americana Capri Holding) da parte del gruppo Prada: “Se tornasse a essere un brand italiano sarebbe una notizia sicuramente positiva, Potenziale inespresso"
Dopo due anni di crescita a doppia cifra si prevede che il fatturato dell'industria italiana della moda arrivi, a fine 2023, a 103 mld. Queste le stime “prudenziali” fornite oggi, giovedì 7 settembre, dal presidente Cnmi Capasa, in occasione della presentazione del programma della settimana meneghina. L'export è aumentato del 7,4% a fronte di una crescita generale delle esportazioni del 4,8%
Nel corso della presentazione della Fashion Week Women sono state rese note dalla Camera Nazionale della Moda Italiana le stime al rialzo del settore per il 22: fatturato cresciuto del 18% (98 mld) e si stima per il 2023 +4%. Capasa, presidente Cnmi: “I prezzi industriali sono aumentati oltre il 7% per il costo energia, ma l’inflazione al consumo è stata dell’1,5%: i brand hanno assorbito il caro prezzi”
L'azienda di Reggio Emilia, fondata nel 1951, ha portato lo stile Riviera in passerella guardando alle icone femminili degli anni '30. Oggi il gruppo arriva a fatturare 1,2 mld. Particolarmente importante la presenza femminile (il 75% dei 2.000 collaboratori diretti nei tre campus), garantita da strumenti quali la flessibilità oraria, flexible benefits e supporto scolare
Aprirà tra il 17 e il 21 giugno la manifestazione da 25 sfilate, 24 presentazioni e 66 eventi. Buona per fare il punto su un settore che ha visto i ricavi 2021 crescere del 21,2% sul pre-pandemia (mentre la crescita attesa per il 2022 si prevede del 10,5% anno su anno, per 92 mld di giro d'affari). Ma ora preoccupa l'esposizione in Russia e Ucraina di molte piccole aziende
Per una rassegna che, da qui al 28 febbraio, non rinuncerà comunque ai brand che ne hanno fatto la storia (da Armani a Gucci e da Prada a Dolce Gabbana). E nemmeno agli attesi debutti, come quelli di AC9, Ferrari e Tokyo James o della nuova piattaforma digirale della Maison Valentino. Sullo sfondo della kermesse, poi, due grandi aperture: quelle dei megastore di Armani Exchange e Primark
La settima più fashion dell’anno si è conclusa e si può iniziare a tirare le somme. La ripresa del settore è ancora lontana, ma per sette giorni l’attenzione del mondo è stata rivolta a Milano. L’azienda di Vicenza ha presentato la nuova collezione e sta tornando ai ritmi pre-covid, con nuove aperture in vista
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