Questa ricostruzione a livello storico permette anche di mettere in discussione la narrazione odierna del concetto di “Antropocene” per il fatto che non tutti gli esseri umani hanno lo stesso concorso di colpa in relazione a ciò che si sta vivendo. Anche l’espropriazione delle comunità rurali, contadine, agricole, a seguito della conquista del continente americano, al fine di avere manodopera da utilizzare nell’apparato manifatturiero della rivoluzione industriale è un altro fattore che fa cadere la concezione di questa nozione.
Seppur disattese, le misure messe in atto per risolvere i problemi dei cambiamenti climatici e della riduzione della biodiversità seguono infatti una logica che ricalca la gerarchia della società moderna. Infatti gli effetti principali di queste azioni riguarderebbero in particolare i ceti popolari e più poveri del pianeta. È dunque necessario pensare ad un modo diverso di stare al mondo poiché ci troviamo di fronte ad un bivio e, così come in passato, l’umanità, per adattarsi alle svariate condizioni ambientali, dovrà affrontare catastrofi, rivoluzioni, fallimenti e cambi di rotta.
Andrea Fantini è un assegnista di ricerca del dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna, specializzato in agroecologia, economia ecologica e politiche agroambientali. Dopo aver studiato scienze geografiche, ambientali e agroforestali alle università di Bologna e Barcellona, dove ha conseguito un dottorato, ha lavorato come ricercatore in Spagna e America Latina e si occupa di ricerca in ambito socioambientale e di comunicazione scientifica.
Dei temi trattati nel libro l’autore parlerà giovedì 26 ottobre dalle 18:30 alle 19:30 nella Libreria ItalyPost di Padova (Viale Codalunga, 4l) in occasione dei “Giovedì della Green Economy”. Condurrà l’incontro Katia Favaretto, collaboratrice della testata “VeneziePost”.
L’ingresso è gratuito previa prenotazione al seguente link.